Beeeehh

Oggi lacrime. Non si trattengono davanti ad episodi, quotidiani, di storie che filtrano appena, nella realtà “scelta” e presentata nel mondo delle notizie di un certo peso (Giornali o TriVù che contano, mica quei fogliacci locali o quelle tv di paese).
La vicenda della Val Di Susa ha tanti aspetti: progresso, interessi politico-economici, strategie di scambio  a livello transnazionale ma quello che oggi ci colpisce è l’aspetto umano.
Soprattutto la mancanza della prospettiva umana, quella reale, che stride con il racconto dell’umanità del carabiniere che, impassibile, resiste ad ogni impulso e non reagisce al manifestante che “picchia con le parole la maschera“. E l’importante testata rincara accusando i manifestanti di aver malmenato la troupe che ha girato il servizio; e i manifestanti che asseriscono di aver invitato la troupe ad allontanarsi.
Ed il rincorrersi di frasi, parole, immagini, video, di episodi, quotidiani, di una storia che vediamo da lontano, attraverso la voce degli schermi TriVù, attraverso le parole delle grandi testate, ma che non conosciamo più di quelli che firmano gli articoli o mettono la faccia in video alle 20.
Il nostro pensiero  si rattrista pensando alle possibili ragioni di chi ci vive, lì, dove il treno potrebbe passare a 298 km/h, silenzioso per i passeggeri.
Chi manifesta lo fa perché non ha altro da fare? Lo fa per interesse di altre parti politiche? 
Non lo sappiamo, ma anche se fosse così non possiamo far ameno di notare lo squallore tra le righe, nelle pause, di una storia piena, quotidianamente, di tristi episodi.
Una storia come tante, logorante, lacerante, indifferente, sconsolante, italiana.

Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Orrori, Senza categoria, Urban guerrilla. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *