Batracomiomachia

Passata l’ubriacatura primaverile, le coscienze sembrano già sopite dal caldo sole estivo e sono proiettate verso lidi e coste lontane da rifiuti, smog, comizi, acque stagnanti, debiti pubblici e privati ed ogni altra sorta di amenità che la nostra Informazione Nazionale da ogni parte ci propina (noi poveri tapini ancora al lavoro, chiusi in freschi uffici o abitacoli climatizzati di auto aziendali).  La scena è rapita da rischi di default globali (USA — appuntamento al 2 agosto) e regionali (Grecia, Portogallo, Italia), tagli ad opera di ministri dell’economia trasformati in giardinieri provetti in periodo di potatura (attenti a non ledere boccioli di interessi e interessati) e le imprese dei paladini del Nuovo Vento sembrano diminuire (in realtà loro lavorano, è la stampa che li segue di meno), come l’interesse della Politica (quella piccola con la P maiuscola) per quell’anelito di decisione che ha pervaso il Popolo (quello piccolo con la P maiuscola che interessa alla Politica, purché stia al suo posto).
Il nostro organo legislativo è impantanato nell’ennesima legge  ad capocchiam (cd. processo lungo: arriva in aula un testo che esclude dai benefici penitenziari coloro che hanno commesso una strage “se è morto il sequestrato”…), la Deutsche Bank vende in nostri BTP che deteneva in portafogli perché “troppo rischiosi”, NatGeo (o History?) fa un programma su quando e come finirà il dominio occidentale, ed altri segnali confermano: il Mondo, il nostro almeno, sta andando a catafascio (nota per Maurizio G.: non si tratta di un nuovo modo di riferirsi ai littori).
Noi crediamo che sarebbe il momento, stante anche lo sbugiardamento, lo svergognamento, di esponenti di destra, sinistra e centro (ove ve ne fosse bisogno), di riprendere contatto con la realtà: il treno che sta passando è un’opportunità che la nostra classe dirigente non dovrebbe perdere.
Stiamo parlando della possibilità di ridare in mano alla gente il potere di scegliere, adesso che la gente stessa è più consapevole, ora che “il popolo” non è più un’ente ma un insieme di votanti, ora che mostra la voglia e la capacità di promuovere chi meglio incarna la realizzazione dei suoi bisogni.
Chiamatele Primarie, chiamatele come volete: potreste avere l’opportunità anche di cavalcare questo momento, guadagnandoci come sempre ma lasciando almeno al Paese un po’ di speranza.
È cinico, lo sappiamo, ma crediamo sia anche reale: non c’è la possibilità materiale di ribaltare le cose al punto da ottenere che questa classe dirigente ponga le basi della sua stessa eliminazione; tanto vale  cercare di far intuire al politico medio che l’orticello che coltiva sta per esser travolto dal latifondo e che è meglio vendere gli ortaggi per acquistare quote del consorzio agrario…
C’è speranza per noi? Quo vadimus? Nescimus.
Attendiamo la fine del programma di NatGeo (o History?) per capire quali killer applications salveranno la nostra supremazia?
Temiamo di dover affrontare la burrasca senza protezione, e confessiamo di non sapere cosa ci attende.

Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell’ignoto.

H.P.Lovecraft.

 

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