Povera Patria.

Oggi l’ennesimo strascico della prova di forza, o debolezza, del governo in carica, il Berlusconi IV, si sta consumando in parlamento: una nuova prova di “fiducia” ma non dichiarata e divisa in tre parti: il voto mattutino in Commissione Bilancio del Senato che ha approvato a maggioranza (14 contro 11) l’ammissibilità (economica) del federalismo municipale, il pareggio in Commissione Bicamerale che equivale a parere contrario (si legga sconfitta), ed ultimo ma forse più importante, il dibattito in corso al quale seguirà la votazione sull’autorizzazione a procedere alla perquisizione dell’ufficio del cassiere del caso Ruby; in tanti discorsi il pur criticabile Di Pietro ha rilevato, giustamente, rivolgendosi ad un PDCM assente, come suole, sia l’assenza di quest’ultimo, sia il fatto che per l’ennesima volta il Parlamento viene chiamato a lavorare per i casi privati dell’On. Berlusconi, piuttosto che per le necessarie ed urgenti questioni del paese.
Fino a ieri la Lega aveva proclamato a gran voce l’ultimatum al morente Governo, minacciando il ricorso al voto anche in caso di pareggio in Bicameralina, salvo poi ritrattare in attesa “del voto” sul Ruby-gate.
Va rilevato, importante dettaglio, che la Camera sta dibattendo anche sulla competenza del Tribunale di Milano, con PDL e Lega che sostengono la naturalità del Tribunale dei Ministri per l’ipotesi di concussione a carico del PDCM… Ma perché?

Perché, cari lettori, un parlamentare Italiano può essere chiamato a giudizio in un Tribunale ordinario senza che la Camera debba autorizzare, sin dall’abrogazione dell’immunità parlamentare del 1993; mentre la Camera deve autorizzare il procedimento davanti al Tribunale dei Ministri, quindi, il dibattito verte, tanto per cambiare, sulla sindacabilità di Mr. B., al di là dei cosiddetti “lodi”, parto trigemino dello stesso pensiero tre volte censurato dalla Consulta.
Come finirà?
Siamo alla vigilia della caduta del gigante nano (o nano gigante)? E cosa, soprattutto, seguirà? Chi?
Abbiamo avuto esempi di cosa accade in questi frangenti: con alternanza di populisti e demagoghi si tira avanti peggiorando, mettendo qualche pezza e demonizzando il precedente.
In sostanza possiamo aspettarci una campagna elettorale infuocata da inchieste giudiziarie, titanici scontri mediatici contornati da stuoli di pretendenti e schiere di adoranti il più in vista di turno, il turbinio delle opinioni che confondono il cittadino e conducono ad un voto in cui tutti vincono.
Potrebbe seguire un governo tecnico o di unità nazionale alla tedesca (senza però i tedeschi al governo) che si occuperà delle pezze e della demonizzazione, o anche un governo traballante alla Prodi del 2006 che tra veti incrociati e necessità turno, forse riuscirà a mettere qualche pezza a patto di salvare i demonizzati.
Se il popolo non prende coscienza, se almeno una buona parte della società civile non prende coscienza della propria essenza, triste sarà il destino e del Bel Paese e ci preoccupa far crescere i nostri sogni, le nostre famiglie, i nostri figli in questo scenario.

Ma come possono capire quelle persone, cosa significa vivere con 1000 euro al mese? Come possono immaginare le preoccupazioni di un padre che vede il suo bambino in balìa di un Ospedale Pubblico, o di una Scuola pubblica?

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