Piccole grandi tragedie

“C’è grossa crisi”

Mario Monicelli è morto, suicida come suo padre, e a noi dispiace. La famiglia dice che non c’è tragedia in questa morte, che il messaggio che ci lascia il grande regista è in tutti i suoi film, che la sua vita è stata piena, “ha vissuto”.
Ha scelto di lasciare questo film per una produzione più grande e forse non gli piaceva il finale tragico, la dolorosa e talvolta indecorosa del malato terminale.  Ricorda la scena di  “Guardie e Ladri” con Fabrizi che chiede a Totò di raggiungerlo per farsi arrestare: Monicelli ha deciso di andare incontro alla guardia.

Ci ha lasciato tanti film, tanti ricordi, un sorriso, un monito ed un’esortazione (Raiperunanotte).
Ci ha lasciato un grande.

“S’allisciano se vattono se magnian’ a città”** (498-22)

Vergognoso: “Che arreca vergogna, che è tale da doversene vergognare” secondo la definizione del dizionario Hoepli. Secondo noi il comportamento dei 498 deputati che hanno votato contro la votazione n. 1 (seduta n. 371 del 21/09/2010) della Camera dei Deputati [Soppressione immediata di ogni forma di assegno vitalizio] Doc. VIII, n. 6 – odg n. 5″. Il partito dell’ex PM più amato dagli italiani (storia vecchia, risultata evidentemente una cotta) ha presentato una mozione per l’abolizione di tutti i vitalizi erogati a parlamentari in servizio  e non: ovviamente non mancano esempi di “colore” come Toni Negri, il leader di Potere Operaio che lo riceve per essere stato in parlamento con i Radicali beneficiando anche di ritornare in libertà dal carcere e approfittandone, dopo poche settimane, per fuggire in Francia dove  latita stipendiato dallo stato.
La schiacciante sconfitta vede i soli parlamentari dell’IdV (corerentemente) votare a favore mentre gli opposti schieramenti, come un sol uomo, hanno totalizzato un clamoroso 498 a 22.
Palla al centro.
Passa all’Unione Europea dove vediamo la Corte di Giustizia accogliere il ricorso presentato dalla Commissione Europea avverso una decisione del Consiglio Europeo: lotta tra governi degli stati membri e l’Unione?
Niente paura, è storia normale: c’è crisi e tutti riducono le spese, l’Irlanda ha appena presentato un piano per risparmiare 15 miliardi, e il Consiglio decide, decorosamente in linea, di aumentare lo stipendio dei Commissari solo dell’1,85% anziché del 3,75%.
A questo punto la Commissione ricorre alla Corte che accetta il ricorso.
Va osservato che si parla di stipendi tra i 2600 (segretaria) ed i 18000 (capoarea) euro al mese, che la tassazione è una secca ritenuta del 25% (non sottostanno alle tassazioni nazionali…) vantaggio a cui vanno aggiunte le ferie pagate (2 mesi tondi nel 2010 per i dipendenti del Parlamento europeo), rimborsi per visite e spese mediche e tanto altro, oltre ad un 16% d’indennità di espatrio.
Curioso il fatto che l’aumento di stipendio riguardi anche i Giudici della Corte, in quanto dipendenti dell’°Unione.
Tutto il mondo è paese.

“Se non vi fosse bastato, qui c’è la lista di chi è stato in Parlamento e riceve, tuttora, un vitalizio.
E qui, per concludere in bellezza, c’è la lista dei Parlamentari che non avrebbero diritto al vitalizio se il governo cadesse oggi e che, dunque, non hanno nessun interesse diretto ad andare al voto. ” (Il Fatto Quotidiano)

*cit. Quelo – C. guzzanti
** P. Daniele –  ” ‘Na tazzulella ‘e cafè ”
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3 risposte a Piccole grandi tragedie

  1. kenno scrive:

    Caro Keyn sai cosa penso di questa storia? Penso che spesso venga usata in modo totalmente populista. Forse sposto un po il baricentro del discorso ma questo è un danno gravissimo perché il problema è, invece, tanto reale quanto odioso! Proporre in aula una mozione come quella dell’IDV è un suicidio che peggiora le cose. Chi l’ha fatto sapeva benissimo che così non si sarebbe mai ottenuto niente di reale! Dico che la questione viene usata spesso in maniera populista perché, a sentire alcuni, sembra che con la riduzione dei privilegi ai politici si possano risolvere un po tutti i problemi italiani. Il bello è che in questo “gioco” spesso le parti si invertono a seconda di chi sta al governo! Ma il meglio, vedi un nano dipendente di nano, è quando a tuonare contro i “privilegi della casta” è uno dei massimi rappresentanti della stessa! Questa è l’italia (minuscola voluta)… Una nazione poco seria! Voglio essere realista e quindi non dico che dovremmo arrivare ai livelli del Giappone, faro della serietà e del capitalismo etico moderno, dove c’è un rapporto massimo nella differenza di retribuzione tra operai e dirigenti, dove il ministro dell’agricoltura nel 2007 di è SUICIDATO dopo che si è scoperto aveva intascato una tangente di circa 200.000€! Ma qui in Italia le differenze salariali sono assurde e chi ruba se ne vanta! E se lo fai notare sei se ti va bene un “sognatore” altrimenti un pericoloso comunista o, al massimo, un alienato. A proposito di populismo, ricordo che uno dei politici che ci hanno costruito il proprio successo, Umberto Bossi, è stato condannato in via definitiva per una tangente, parte della Maxitangente Enimont, di 800.000.000 di Lire! Tra l’altro il suo ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è condannato per resistenza a pubblico ufficiale! Cadono le braccia a pensarci! Comunque vorrei ricordare ai sostenitori dell’abolizione di ogni retribuzione ai politici (esistono credimi) che questa è stata introdotta per consentire a chiunque di poter fare politica, anche a chi ha altre entrate! Facciamo un’ipotesi assurda. Mettiamo che un grande e ricchissimo imprenditore, ma proprio grande, magari anche primo concessionario dello stato, entrasse in politica con tutti i suoi mezzi economici. Avrebbe bisogno di contributi o vitalizi per la politica? E i suoi avversari ne avrebbero bisogno per poter essere visibili? E questo grande imprenditore guadagnerebbe di più dai contributi in politica o da eventuali leggi “ad personam” o “ad aziendam” che egli stesso promuovesse? Per fortuna sono cose che in un paese civile non potrebbero mai succedere! Peccato che noi siamo in italia (minuscola voluta)…

  2. kenno scrive:

    P.S. ti saluto!!!

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